8 marzo 2017 - Camera
Calenda: evitare delocalizzazione imprese destinatarie di finanziamenti pubblici
Interrogazione on. Giovanna Martelli (MPD)

Grazie, onorevole Presidente. Onorevoli deputati, in merito alla richiesta di elementi informativi sull'eventuale delocalizzazione in Polonia dello stabilimento di proprietà della ditta Isolante K-flex Spa, ubicato nel comune di Roncello, il Ministero dello sviluppo economico ha prontamente attivato un tavolo di confronto con la partecipazione delle istituzioni del territorio e delle organizzazioni sindacali, al fine di cercare una soluzione nella difficile situazione creata dall'annuncio di voler licenziare gli oltre 180 addetti alla produzione, mantenendo in Italia le solo attività commerciali di ricerca nelle quali operano poco più di 50 persone. Va detto che K-flex è una multinazionale che opera in 10 Paesi, con oltre 1.500 addetti, e non è pertanto un'azienda in crisi come mostrano gli stessi bilanci che evidenziano tra l'altro investimenti in crescita. Tra il 2007 e il 2012 Simest ha supportato il processo di crescita internazionale di K-flex attraverso la partecipazione a cinque operazioni di aumento di capitale, per 17,2 milioni, e attraverso un fondo di venture capital per 5 milioni destinati a Paesi strategici quali gli Emirati Arabi Uniti, la Cina, l'India e la Malesia. Tali partecipazioni sono in parte rientrati a giugno 2015, per un totale di 5 milioni; 9,2 milioni rientreranno entro giugno di quest'anno e 8 milioni tra giugno 2020 giugno 2021. Non si tratta di delocalizzazioni, ma di produzione a basso valore unitario che vanno necessariamente realizzati nei Paesi di destinazione per poterne intercettare la specificità della domanda locale. 
Per quanto riguarda gli investimenti nel campo della ricerca e sviluppo, la società ha beneficiato di 7,7 milioni di agevolazioni; 5,1 milioni di euro su un progetto selezionato attraverso una procedura negoziale a sportello, finanziata con fondi della Cassa depositi e prestiti; 1,35 milioni di euro sul bando reach ultimato; 1,2 milioni sul bando horizon twenty twenty per un finanziamento agevolato non ancora erogato. Per questo ultimo strumento, qualora venisse delocalizzato l'investimento, si dovrà procedere alla revoca del contributo in quanto l'attività di ricerca deve necessariamente essere svolta in Italia. Per i precedenti due strumenti agevolativi, sulla base dei regolamenti comunitari, non è previsto il mantenimento dell'attività produttiva in Italia a seguito della conclusione degli investimenti. Il quadro di valutazione che emerge alla luce di queste considerazioni rende del tutto incomprensibile e non giustificata la decisione di cessare l'attività produttiva nello stabilimento italiano, quando, come risulta dagli accordi sottoscritti, vi erano impegni a non licenziare e ad avviare una riorganizzazione che avrebbe reso ancora più competitivo il sito. Negli incontri svolti presso il MISE si è sviluppato una serrata discussione con l'obiettivo di riportare il confronto su aspetti diversi dal licenziamento e quindi sulla ristrutturazione dello stabilimento, anche attraverso l'utilizzo di ammortizzatori e strumenti che il Governo e la regione possono attivare. Su queste basi, sono state formulate proposte operative concrete che i responsabili aziendali hanno finora respinto. Il Ministero, e io personalmente, non intendiamo subire passivamente questo comportamento e, oltre al già programmato incontro del 15 marzo, ci stiamo attivando per chiarire con la proprietà le ragioni che rendono necessario un passo indietro e il rapido ritorno ad un confronto.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati )

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017