8 marzo 2017 - Camera
Minniti: revoca permessi di soggiorno per condanne reati droga
Interrogazione on. Stefano Allasia (LNA)

Onorevoli colleghi, gli onorevoli interroganti richiamano l'attenzione su due pronunce del TAR Liguria, verosimilmente la sentenza n. 180 del 2017, pubblicata il 6 marzo scorso, e la sentenza n. 39 dello stesso anno, pubblicata a gennaio, con le quali sono stati annullati, rispettivamente: il provvedimento di diniego di un rinnovo di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo, adottato dalla questura di La Spezia, relativamente a un cittadino straniero, nei confronti del quale risultavano condanne irrevocabili per detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti; il secondo provvedimento di revoca, sempre del permesso di soggiorno per soggiornanti dell'Unione europea di lungo periodo, disposto dalla questura di Savona nei confronti del cittadino straniero, alla luce di una riscontrata pericolosità sociale del medesimo. 
Non ritengo opportuno, per evidenti ragioni, in questa sede, entrare nel merito delle richiamate decisioni dell'autorità giudiziaria amministrativa. È evidente, infatti, che le stesse, riferendosi a casi specifici, vanno necessariamente lette alla luce della peculiare situazione che è stata sottoposta al vaglio dei giudici. 
Desidero, tuttavia, rappresentare che la tipologia di provvedimenti, oggetto di valutazione da parte del giudice amministrativo, che ho appena citato, sono adottati dalle questure a seguito di un'attenta comparazione e di un bilanciamento tra la natura e la gravità dei reati commessi e una serie di altri parametri, quali la durata del soggiorno, il lasso di tempo trascorso dalla commissione del reato e la condotta dell'interessato durante tale periodo. Vengono, altresì, valutate la situazione familiare ed economica, anche con riferimento alla circostanza che dal matrimonio siano nati figli, e l'età degli stessi, con le relative difficoltà in caso di espulsione, nonché la solidità dei legami sociali e culturali con il Paese ospitante. L'Amministrazione è, d'altro canto, consapevole della particolare delicatezza che riveste la necessità di una esaustiva motivazione dei provvedimenti amministrativi di diniego e di revoca. 
Infatti, sono state adottate, dalla competente articolazione ministeriale, puntuali indicazioni che concernono lo svolgimento di tali procedimenti amministrativi, ma anche il giudizio di pericolosità sociale, che deve effettuarsi in aderenza allo specifico caso, con un vaglio approfondito e motivato della posizione soggettiva. Merita ancora aggiungere che la normativa italiana, citata dagli onorevoli interroganti, recepisce precise direttive comunitarie, che prevedono che l'Amministrazione procedente, in particolare nei casi di revoca di un'autorizzazione al soggiorno anche di lungo periodo, operi un bilanciamento tra la situazione familiare dello straniero e la sua pericolosità sociale e per l'ordine pubblico nazionale. 
Concludo sul punto, informando che è, comunque, in corso un approfondimento delle pronunce giurisprudenziali in questione, con l'Avvocatura distrettuale dello Stato della Liguria, per valutare una loro eventuale impugnativa di fronte al Consiglio di Stato.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati )

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017