8 novembre 2017
De Vincenti: ripartizione dei fondi strutturali Ue
Interrogazione On. Rocco Palese e Roberto Occhiuto (FI-PdL)

 Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, ringrazio gli onorevoli interroganti anche con il loro quesito mi consentono di illustrare la posizione italiana nell'ambito dell'intenso dibattito in corso in sede europea sul futuro delle politiche di coesione. A tal proposito, intendo sottolineare in questa sede che la posizione italiana è quella di sostenere con assoluta fermezza la necessità di una conferma, anche nel futuro ciclo di programmazione, delle dimensioni complessive della politica di coesione, considerato che questa costituisce la politica europea avvertita come la più vicina ai cittadini e ai loro bisogni reali. Per questo abbiamo chiesto in sede europea che questa politica non soltanto sia confermata in valore assoluto, se non addirittura rafforzata, ma che debba essere più semplice in termini di regole che sovrintendono alla relativa gestione, addivenendo, quindi, ad un'armonizzazione del quadro regolatorio rispetto ad altri strumenti europei a disposizione. In merito a tale esigenza di semplificazione, abbiamo registrato una forte condivisione da parte di molti Stati membri. Per questo continueremo a ribadirla in ogni sede opportuna.

Attualmente, il dibattito sul futuro della coesione è ancora aperto a livello europeo, visto che la Commissione presenterà un proprio documento su obiettivi e metodologia di riparto dei fondi strutturali nel corso del primo semestre 2018. L'Italia, quindi, è costantemente impegnata a vigilare affinché le scelte che saranno prese non siano penalizzanti per il nostro Paese e consentano, anzi, di assicurare misure in grado di colmare sempre più il divario esistente tra le regioni del Mezzogiorno e il resto del Paese.

Riguardo ai criteri su cui si sta discutendo in sede europea circa il riparto delle risorse, stiamo facendo le nostre valutazioni, anche con apposite simulazioni, per verificare che l'introduzione di nuovi criteri abbia effetti positivi per il nostro Paese e, quindi, la nostra posizione corrisponderà, poi, ai risultati di queste simulazioni che stiamo facendo.

Per quanto attiene al riparto percentuale dei fondi nazionali del Fondo sviluppo e coesione, attualmente pari all'80 per cento a favore del Mezzogiorno e al 20 per cento a favore delle regioni del centro-nord, è utile ricordare che tale riparto risulta, a livello percentuale, più elevato rispetto a quello degli analoghi fondi europei 2014-2020, che risultano rispettivamente 70 e 30 per cento.

In ogni caso, in considerazione del fatto che, come evidenziato in precedenza, il quadro europeo di riferimento per il prossimo ciclo di programmazione non è stato ancora delineato, anche con riguardo ai criteri di individuazione delle aree in ritardo di sviluppo, ritengo che sia prematuro affrontare questa tematica specifica in considerazione del fatto che l'individuazione delle migliori soluzioni per assicurare il corretto equilibrio nel riparto dei fondi tra le diverse aree del nostro Paese potrà avvenire solo una volta che sarà compiutamente definito il quadro europeo di insieme.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 novembre 2017