8 novembre 2017
Minniti: determinazione dei collegi elettorali
Interrogazione On. Danilo Toninelli ed altri (M5S)

 Signor Presidente, onorevoli colleghi, la legge elettorale approvata pochi giorni fa dal Parlamento e già promulgata dal Presidente della Repubblica delega il Governo, come è stato già detto dall'onorevole interrogante, ad adottare un decreto legislativo per la determinazione dei collegi nominali e plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Tra i criteri direttivi previsti dalla legge vi è quello di formare i collegi con una distribuzione della popolazione sufficientemente equilibrata e in particolare con uno scostamento dalla media, nell'ambito di ogni circoscrizione elettorale di Camera e Senato, di non oltre il 20 per cento in eccedenza o in difetto. L'esercizio della delega, come loro sanno, non è affidato all'iniziativa del Ministero dell'Interno, bensì al Governo nella sua collegialità. Di conseguenza chiarisco subito che sono del tutto destituite di ogni fondamento ricostruzioni giornalistiche apparse come retroscena circa una trattativa in atto con alcune forze politiche al Viminale in ordine alla definizione dei collegi.

Nel merito, gli onorevoli interroganti si soffermano sull'asserita violazione del principio di uguaglianza del voto, che discenderebbe dalla previsione di una soglia di scostamento dei collegi del 20 per cento. Al riguardo si fa presente che, alla luce del codice di buona condotta in materia elettorale della Commissione europea per la democrazia, cosiddetta di Venezia, la valutazione della soglia di scarto non prescritta ma suggerita dalla Commissione può essere effettuata in relazione allo specifico contesto normativo in cui si inserisce. Nella legge elettorale appena approvata il limite del 20 per cento dello scostamento non costituisce una misura media, bensì il limite massimo che va considerato alla luce degli altri stringenti criteri direttivi contenuti nella norma di delega, tra i quali ricordo quello della coerenza del bacino territoriale di ciascun collegio nonché dell'integrità del territorio comunale e dell'omogeneità dei collegi per i profili economico-sociali e storico-culturali. Il Governo è peraltro vincolato dalla norma di delega, tenuto conto dell'alto contenuto tecnico dell'intervento di definizione dei collegi, ad avvalersi di una commissione composta da esperti della materia di alto profilo scientifico e affidata alla responsabilità del presidente dell'Istat.

Quanto alla richiesta di trasmettere alle Camere il lavoro propedeutico svolto da un gruppo tecnico operante presso la Presidenza del Consiglio ai sensi del DPCM 23 ottobre 2017, non è previsto dal provvedimento istitutivo che tali atti, meramente preparatori al lavoro della commissione, siano oggetto di trasmissione al Parlamento. Va peraltro rilevato che il procedimento di definizione dei collegi elettorali prevede l'intervento delle Camere attraverso l'espressione del parere delle competenti Commissioni parlamentari sullo schema di decreto legislativo.

Infine, quanto all'approvazione della legge elettorale nell'attuale fase conclusiva della legislatura, evidenzio che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 35, depositata lo scorso 9 febbraio, ha rilevato che la Costituzione esige che i sistemi elettorali adottati per i due rami del Parlamento non ostacolino, all'esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee. La necessità di intervenire sul quadro normativo, quindi, era direttamente collegata a questo pronunciamento.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 novembre 2017